A pochi mesi dall’entrata in vigore effettiva del nuovo accordo di Basilea, al recentissimo Financial Stability Forum sono emerse molte perplessità sul funzionamento del sistema dei rating (che di Basilea 2 è l’architrave).
Il timore è che il sistema rilevi con ritardo il peggioramento (o il miglioramento...) delle condizioni di solvibilità delle imprese. E in questo caso l’incapacità è stata quella di prevedere la crisi finanziaria delle banche coinvolte nella crisi dei sub-prime. Altre perplessità si riversano sul sistema delle agenzie di rating, accusate senza troppi giri di parole di avere un occhio di riguardo nel valutare alcune imprese a causa di intrecci o interessi reciproci…
Nulla di nuovo, in realtà. Una certa fragilità o una non completa adeguatezza del sistema dei rating basato su un subset di informazioni storiche da un lato e una certa opacità delle agenzie di rating erano criticità di Basilea 2 evidenziate da molti osservatori. Nel mio libro, vecchio di due anni, riferivo il pensiero di questi critici con precisione…
Sostituire alla conoscenza personale e storica, alle informazioni anche informali l’analisi di un sottoinsieme di dati standardizzati e asettici può essere rischioso. Soprattutto quando le banche devono giudicare le piccole imprese. Dove le capacità dell’imprenditore e dei manager fanno spesso la differenza, piuttosto che non il rapporto mezzi propri / mezzi di terzi. Ma questo è un'altro discorso.
A dare sostanza alle preoccupazioni espresse nella sede sopra citata è arrivata la crisi della Northern Rock. Qualcosa di impensabile fino a pochi mesi fa: i depositanti di una grande banca europea in fila alle casse per ritirare i propri risparmi. Erano immagini che ci riportano alla crisi Argentina (peraltro completamente diversa) o a film storici e non (come non ricordare Mary Poppins…?).
E qui tutti i dubbi sul sistema dei rating vengono fuori: tanto per farsi un'idea basta considerare che le obbligazioni della Northern Rock erano (anzi, sono) nella lista delle obbligazioni a basso rischio di Patti Chiari, sono cioè obbligazioni che le banche di casa nostra fino ad oggi ci avrebbero indicato come sicure per i nostri investimenti. Invece la banca era ad un passo dal baratro e, senza l’intervento del Governo inglese, nel baratro ci sarebbe finita diritta diritta.
Matti quelli di Patti Chiari? Tutt’altro, la Northern Rock godeva infatti di un rating buonissimo (AA3). Eppure… eppure nel bilancio della Northern Rock c’era scritto a chi prestava, c’era scritto il profilo di rischio che assumeva. Chi ha sbagliato, allora?
Al Financial Stability Forum si prendeva atto di un “deficit informativo” legato in qualche modo all’incapacità delle informazioni standardizzate di rendere fino in fondo il reale stato di solvibilità di un’impresa. Soprattutto di renderlo in tempi accettabili.
E si concludeva auspicando una “regolamentazione robusta”. Concetto chiaro, seppur un po’ vago.
Se si scende dal palco delle crisi internazionali, del teatro delle grandi imprese, e si vengono a calare le perplessità sollevate dalla crisi dei sub-prime nella realtà del nostro sistema, fatto prevalentemente di pmi, che riflessioni possiamo trarre su Basilea 2, sul rapporto banca impresa?
La scelta di analizzare un subset di informazioni standardizzate è un presupposto fondamentale ed irrinunciabile in Basilea 2. Ed è anche assolutamente condivisibile se queste informazioni vanno a sostituire un rapporto informale spesso poco chiaro, a volte costruito più sulle parole che sui fatti, in alcuni casi fatto anche di piccole clientele, di piccole furbizie.
Ma se i dati di bilancio risultano troppo “vecchi” quando le
banche li analizzano, allora quali elementi oggettivi potrà privilegiare la
banca per giudicare i propri clienti in modo trasparente e insieme tempestivo,
aggiornato?
Ritengo, nel caso delle pmi, che i dati più caldi, e sui quali da tempo si sta concentrando l’attenzione del sistema bancario, e quindi i sistemi di rating, siano quelli “andamentali”, cioè quei dati che fotografano l’andamento del rapporto banca / impresa e sistema bancario / impresa. In primo luogo,
dunque, la CR la Centrale dei Rischi. Per questo motivo le nostre piccole imprese devono porre la massima
attenzione all’andamento dei rapporti con il sistema bancario, essere precisi
negli utilizzi, dimensionare correttamente e per tempo gli affidamenti commisurandoli ai fabbisogni attuali e
prospettici, non presentare portafoglio su nominativi inaffidabili ecc. ecc.
Ma di questo, lo prometto parlerò diffusamente in un prossimo post.


Ieri (19 dicembre) il Senato ha approvato (con modifiche) il testo della legge comunitaria 2006 che delega il Governo a recepire le direttive comunitarie (2006/48/CE e 2006/49/CE) che dettano la nuova disciplina sull'adeguatezza patrimoniale delle banche, recependo il quadro normativo messo a punto nel giugno 2004 dal Comitato di Basilea (Basilea 2). Il disegno di legge ieri approvato dal Senato, a causa delle modifiche introdotte torna ora alla Camera, dove il testo precedente era stato approvato a settembre...